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Savills: nel primo trimestre 2020 gli investimenti immobiliari globali sono crollati del 33%

Nel primo semestre 2020 il volume degli investimenti immobiliari globali è sceso del 33% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il crollo maggiore ha riguardato l’area dell’Asia Pacifico, particolarmente colpita dalla pandemia di Covid-19, con un calo del 45%; i volumi nelle Americhe e nell’area EMEA hanno invece registrato cali rispettivamente del 36% e del 19%. 

Questi alcuni dei dati riportati da Savills nell’ultimo aggiornamento del suo programma di ricerca Impacts, in cui si rileva come anche i volumi globali cross border siano diminuiti, in maniera simile a quelli totali, circa del 30% rispetto al primo semestre dell’anno scorso. Le Americhe hanno subito il crollo più significativo degli investimenti cross border in entrata (-39%), seguite dall’Asia Pacifico (-35%) e dall’area EMEA (-25%).

Come era lecito aspettarsi, il settore più colpito globalmente è stato quello degli hotel, in cui i volumi di investimento sono scesi del 59% rispetto alla prima metà del 2019, mentre la logistica è stata l’asset class più resiliente. Gli asset residenziali (multifamily e studentati) e il segmento del senior housing hanno tuttavia registrato un calo più lieve, e anzi nell’area EMEA e nell’Asia Pacifico i volumi di investimento in asset residenziali sono addirittura cresciuti, rispettivamente del +7% e +105%. Nel caso dell’Asia Pacifico, la crescita è stata sostenuta soprattutto da una transazione cross border di Blackstone avvenuta a febbraio, riguardante un portafoglio di appartamenti di Anbang del valore di circa 3 miliardi di dollari.

Savills spiega poi che il minor calo registrato dagli investimenti nell’area EMEA è dovuto in parte a un aumento importante delle operazioni cosiddette “entity-level” (acquisto o fusione tra società). Un fenomeno rilevato anche a livello globale, con gli accordi entity-level che nella prima metà del 2020 sono cresciuti del 191% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre i volumi delle transazioni di portafoglio sono scesi del 13%, e quelli riguardanti singoli asset hanno visto un calo del 40%. Tuttavia, i deal entity-level sono ancora una piccola parte del mercato, rappresentando solo il 12% dei volumi nel primo semestre 2020.

Il crollo più accentuato nelle operazioni di dimensioni inferiori riflettono, secondo Savills, l’attuale cautela dei prestatori e l’inasprimento delle condizioni di credito, che rappresentano un ostacolo minore per i player istituzionali più grandi.

Tabella sintetica degli investimenti immobiliari globali: H1 2020 vs H1 2019

 

Total

Office

Industrial

Retail

Hotel

Residential

Senior

Global

-33%

-40%

-4%

-41%

-59%

-26%

-29%

EMEA

-19%

-26%

-12%

-16%

-53%

7%

-16%

Americas

-36%

-44%

6%

-44%

-65%

-41%

-35%

Asia Pac

-45%

-51%

-26%

-57%

-54%

105%

-59%

Fonte: Savills Research tramite RCA. la categoria residenziale include multifamily e studentati. Dati rilevati al 30 giugno 2020.

Sophie Chick, Director di Savills World Research, commenta: “Nel complesso, il calo del 33% nell’attività di investimento immobiliare globale è inferiore rispetto a quanto registrato nella prima metà del 2008, all’inizio della Crisi Finanziaria Globale, quando i volumi di investimento sono scesi del 49% e hanno continuato a farlo fino a metà 2009. Non sorprende che le asset class più colpite siano quelle maggiormente influenzate dalle misure di distanziamento sociale, mentre i settori logistico e residenziale, che hanno obiettivi di reddito sul lungo termine, hanno subito un impatto inferiore. Il notevole incremento nelle operazioni entity-level nell’area EMEA ha contribuito a proteggere il mercato da crolli peggiori, poiché alcuni compratori hanno approfittato di questo periodo per alcune operazioni opportunistiche a livello di M&A e di equity.”

Simon Hope, Head of Global Capital Markets, aggiunge: “Prevediamo che i volumi di investimento dovrebbero rimanere ben al di sotto dei livelli pre-pandemia per tutto il resto del 2020, con gli investitori che attendo una situazione di mercato più chiara. Tuttavia, alcuni settori dovrebbero sovraperformare, con gli investitori in cerca di asset sicuri, come la logistica, il residenziale e il settore biomedicale.
Guardando al futuro, il consenso generale tra i governi del G8 sembra essere quello di voler trovare una via di uscita da questa crisi, puntando in particolare sul finanziamento di progetti infrastrutturali. Ciò è di buon auspicio per l’industria del real estate, perché può creare un maggior numero di asset in cui investire, allo stesso tempo riducendo i tassi di disoccupazione.”

Gianni Flammini, CEO di Savills in Italia, dichiara: “Il crollo del segmento dell’hospitality, registrato in tutto il mondo, è evidente anche nel nostro paese, che di certo non è stato risparmiato dalla pandemia. D’altro canto rileviamo invece una buona performance del settore della logistica, e una generale tenuta degli altri segmenti, in particolare il comparto uffici. Il 2020 per il Real Estate potrebbe dimostrarsi più resiliente del previsto, sebbene sia ancora prematuro e complesso fare previsioni sugli impatti futuri della pandemia.”

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