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Cosa cercano oggi gli acquirenti di nuove abitazioni?
È quanto emerge dalla terza edizione del report Savills "Italy New Build Survey 2026", che ha analizzato un campione di 200 potenziali acquirenti di nuove abitazioni in Italia nella primavera 2026.
Negli ultimi anni la casa si è confermata come una scelta di vita capace di elevare il benessere personale, ma il quartiere resta il fattore più decisivo per tutte le fasce d'età: a cambiare è il suo significato, non più legato all'area d'origine ma alla capacità di offrire sicurezza, spazi verdi, connettività, servizi e prestigio. Gli acquirenti sono sempre più disposti a spostarsi, cambiando quartiere o addirittura città, pur di trovare il progetto giusto. L'efficienza energetica non è più un plus, ma un requisito di base, mentre edifici sostenibili e accesso al verde sono ormai percepiti come necessità.
L'86% degli acquirenti over 65 indica sempre la città come destinazione preferita, mentre per la fascia 46-65 anni si conferma il fascino delle località leisure come mare, montagna, e campagna, con un interesse crescente verso le seconde case.
L'efficienza energetica è la motivazione principale nella scelta di una nuova costruzione (19%), seguita dalla possibilità di evitare lavori di ristrutturazione (14%), dalla qualità costruttiva e dei materiali (13%) e dal fascino di un immobile mai abitato (11%).
In tutta Italia gli acquirenti restano molto esigenti sugli spazi esterni (dall'81% dei 36-45enni al 53% degli over 65 che li considerano essenziali), sulla sicurezza h24, sulle colonnine di ricarica elettrica e, ai livelli di spesa più alti, su concierge e piscina. Il parcheggio privato resta però la dotazione più richiesta in assoluto, trasversale a ogni fascia di budget, dal 36% del segmento entry-level al 44% di quello tra 750.000 euro e 1 milione.
Anche i compromessi cambiano con l'età. Gli under 35, spinti dal desiderio di vita cittadina, comprano la prima casa nel 65% dei casi e spesso riducono metri quadri o cambiano quartiere pur di finalizzare l’acquisto, finanziandosi con un mix di risparmi e mutuo (49%). I 36-45enni, i più flessibili, cercano più spazio ma accettano posizioni meno centrali (40%), pur segnalando l'incertezza economica come principale ostacolo. I 46-65enni si dividono tra chi amplia e chi riduce gli spazi e indicano la rinuncia al parcheggio privato (25%) come compromesso più difficile. Gli over 65, infine, privilegiano condomini esclusivi e vicinanza alla famiglia, riducono gli spazi nel 42% dei casi e finanziano l'acquisto quasi interamente con risorse proprie (81%).
Emerge quindi chiaramente come l'acquirente tipo del 2026 sia disposto a cambiare quartiere o addirittura città pur di trovare un immobile che risponda alle sue aspettative in termini di servizi a disposizione, efficienza, sicurezza e qualità della vita.
Riccardo Leonelli, Head of New Developments di Savills per l’Italia, dichiara: “Il mercato delle nuove costruzioni continua ad affrontare sfide come l'aumento dei costi di costruzione, seppur in rallentamento, e l'evoluzione normativa a cui ora si aggiunge l'approvazione del Piano Casa. Nonostante questo, la domanda resta fortissima, complice il desiderio di migliorare la qualità dell'abitare. Le esigenze degli acquirenti si stanno consolidando attorno al quartiere e ai servizi che lo animano: non basta più l'efficienza energetica o la sostenibilità, oggi si cercano contesti capaci di offrire sicurezza, connessione e un vero senso di comunità”.
Elena Zanlorenzi, Head of Research di Savills per l’Italia, dichiara: “Nella terza edizione della nostra indagine emergono acquirenti sempre più consapevoli: il quartiere resta il fattore decisivo, ma il suo significato si è evoluto, legato oggi non più all'area di origine bensì a sicurezza, verde, connettività e qualità della vita. A prescindere da età, professione e finalità d'acquisto, comune a tutti è l'attenzione al quartiere, alla qualità costruttiva e alle amenities, che oggi trasformano un'abitazione in una vera scelta di vita.”